La mia ricerca nasce da un dialogo continuo tra scultura classica, anatomia artistica e modellazione digitale. Da anni studio con attenzione le opere neoclassiche che considero straordinariamente attuali.
Ho scelto di reinterpretare il Gladiatore Morente perché rappresenta l’archetipo del guerriero caduto, ferito a morte, ma non umiliato. In una società che ammette solo vincenti, è fondamentale mostrare la nobile dignità nella sconfitta: perdere non significa perdere il proprio valore.
Ho scelto il bronzo per riportare l’opera alla sua materia originaria.
Ogni dettaglio di quest’opera modellato a mano attraverso processi digitali che sostituiscono lo scalpello tradizionale, senza rinunciare alla fisicità del gesto artistico e umano.