Signum

Silvia Coletti

Year2026

MediumAcrylic on Canvas

Dimensions 90 × 60 cm

Acrilico su tela e gessi misti. ( Donato al Liceo Croce-Aleramo in occasione di una conferenza sul Latino e la Pittura)
Artes serviunt vitae, sapientia imperat.
Questa massima incarna l'essenza dell'opera Signum, dove il gesto artistico non è fine a se stesso, ma diventa uno strumento per ordinare l’esistenza sotto la guida di una consapevolezza superiore.
In questa opera, la tela nera non è un vuoto, ma una possibilità; non rappresenta la fine o l'oscurità, ma la Materia Prima aristotelica: una sostanza pura, priva di forma, che attende l'atto della creazione. Nell’ arte materica, il nero è anche il luogo dell'introspezione. È la profondità della mente che aspetta di essere "segnata" per diventare consapevolezza.
Ogni firma qui impressa è un Signum: un atto di resistenza contro l'anonimato. Il Signum è ciò che distingue. In un'epoca digitale dove le identità sono spesso fluide e virtuali, l'atto di incidere o scrivere fisicamente il proprio nome su una tela materica è un ritorno alla concretezza.
Apporre il proprio Signum significa dunque rivendicare il proprio posto nella società e nella cultura. Citando Wittgenstein, l'atto di firmare diventa una "cura" e l’esprimersi attraverso un segno grafico aiuta a ordinare il caos interiore.
Firmare non è solo un gesto grafico, ma diventa un rito curativo: è il riappropriarsi del proprio spazio nel mondo. L'opera Signum è un invito a passare dalla condizione di spettatori a quella di autori della propria storia, lasciando un segno che sia, al tempo stesso, identità personale e appartenenza a una comunità universale. L'opera diventa così un invito universale a lasciare una traccia che sia, al contempo, affermazione personale di sé e testimonianza di appartenenza a una comunità umana che non accetta di svanire nel nulla.
L'opera siete voi. Il segno è la vostra voce che rompe il silenzio.