In “Contadini”, olio su tela di iuta, l’artista guarda al mondo rurale con partecipazione, rinnovando il tema novecentesco della nobiltà del lavoro manuale come rito antico. La scelta della iuta, dalla trama ruvida, esalta una stesura corposa e granulosa. Le figure emergono per masse cromatiche, dove terre e ocra si fondono al verde del campo in un’unità tra uomo e paesaggio. La luce, calda e diffusa, sembra nascere dalla terra, avvolgendo la scena in un silenzio solenne. Le posture restituiscono la fatica senza patetismi, elevandola a simbolo di una civiltà rurale. La pennellata è densa e tattile, capace di rendere vesti e suolo con forza espressiva. La firma, discreta in basso a destra, suggella un’opera di solida onestà.