In “A mia madre” l’artista raffigura un interno domestico di raccolta intimità, dove la pittura si fa memoria e devozione filiale. La madre, di profilo e china sul lavoro, esprime la gravità di un’esistenza dedita al dovere. La stesura materica e vibrante unisce bruni e ocra al nero della veste, isolando la figura nel silenzio della stanza. La luce, filtrata da tende rosate, si concentra su mani e tessuto bianco, fulcro simbolico dell’operosità. La scritta sul retro ne accentua il valore intimo e documentario. La tecnica mista, con pennellate brevi e dense, anima la superficie lignea. Ne emerge un’opera di sobria dignità, capace di tradurre in pittura un affetto profondo.