"Minerva" è nata da un mio atto di rottura uno strato di nero con cui ho quasi cancellato la composizione originaria, salvando solo gli occhi. Sono stati loro, gli occhi così magnetici e vigili, a guidarmi nella costruzione di un volto umano, solcato da lacrime che per me non sono segno di resa, ma di autenticità. Attorno a questa figura ho liberato un flusso di linee e colori, ossia le mie energie mentali ed intuizioni nate da un'urgenza improvvisa. Sento in quest'opera un ritratto della mia resistenza interiore che resta salda mentre il mondo intorno vibra e si agita. In questo intreccio di caos e controllo, la mia Minerva la sento come una verità che si impone con calma, rivelando l'istante in cui l'atto creativo diventa, finalmente, la mia liberazione.