Quest’opera nasce da un’esperienza familiare vissuta nell’agosto 2021, durante quaranta giorni di isolamento dovuti al contagio da Covid. In questo contesto, la pittura diventa uno strumento catartico di elaborazione di una fase di crisi personale. Su una superficie marmorea compaiono oggetti quotidiani legati alla clausura — sacchi per rifiuti contaminati, mascherine, medicinali — trasformati in tracce di un tempo sospeso. La precisione della rappresentazione riflette il tentativo di opporre ordine e controllo a una condizione di fragilità.