Year2026
MediumOil on Canvas
Dimensions 100 × 120 × 3 cm
Price€3000 EUR
L'opera si configura come un’impietosa fenomenologia del nichilismo, dove la tela diviene il palcoscenico di una psiche che si riflette nella propria stessa decomposizione. Attraverso il calvario della carne, l'artista indaga il corpo non come tempio, ma come prigione biologica e teatro di una deformità che è innanzitutto morale ed esistenziale. Le figure, svuotate di ogni afflato vitale e ridotte a involucri lividi, abitano una giostra grottesca priva di movimento, dove la cecità e il silenzio soffocato ne sanciscono l'irrimediabile isolamento.
Il fulcro concettuale dell’intera composizione risiede nella locuzione "Aeternum Vale" : un commiato definitivo che trascende la morte fisica per farsi distacco metafisico. In questo scenario di mutilazioni simboliche e sguardi vitrei, la carne cruda e lacerata si fa espressione di un’angoscia che non concede riscatto, sigillando un addio perenne alla speranza e cristallizzando la condizione umana in un eterno, silenzioso tormento.