In quest'opera del 2025, Antonio Renzini offre una coloratissima sintesi della sua poetica, fondendo la quotidianità umbra con l'eredità dinamica del futurismo di Gerardo Dottori. La tela si presenta come un mosaico di piani sfaccettati dove la prospettiva tradizionale scompare a favore di una scomposizione geometrica dello spazio. Protagonisti sono uomini con le loro biciclette, colti in gesti ordinari che acquistano dinamismo attraverso le pennellate decise e le forme spezzate del quadro. L'opera fonde i motivi centrali della ricerca dell'autore: le biciclette e le "zebre". La strada, un'irregolare scacchiera di blu, grigi e gialli, trasforma l'elemento urbano in un gioco astratto di incastri su cui si muovono i suoi ciclisti. La tavolozza vibrante e la pennellata materica creano un ritmo visivo che fonde le figure all'ambiente circostante, celebrando con vitalità il legame indissolubile tra l'artista e la sua terra.