Opera di profonda introspezione, Col Tempo invita lo spettatore a confrontarsi con il lento e inesorabile scorrere dell’esistenza. Un malessere sottile accompagna ogni individuo sin dalla nascita, rivelandosi pienamente con il passare degli anni, fino a trovare nella vecchiaia una mesta accettazione.
La lastra RX diventa simbolo della doppia natura del tempo: invisibile e impalpabile, ma capace di lasciare un’impronta indelebile sul corpo e sull’anima. Il tempo resta, noi cambiamo.
La scelta del bianco e nero elimina il superfluo e conduce lo sguardo verso l’essenziale: luce, ombra, forma. La fotografia si confronta così con il paradosso della condizione umana: il tentativo di fermare ciò che, per natura, non può essere fermato.
Come canta Léo Ferré in Avec le temps, tutto scivola via. Ed è proprio in questo svanire che l’opera trova la sua voce più autentica.