Year2025
MediumMixed Media on Canvas
Dimensions 100 × 113 × 28 cm
Price€4000 EUR
L’opera si configura come un paesaggio sospeso in cui pittura e intervento scultoreo si intrecciano, generando una dimensione di confine tra naturale e artificiale. Il fondo, caratterizzato da tonalità quasi monocrome e da una materia stratificata, costruisce uno spazio indefinito in cui la natura appare come traccia o memoria di una presenza trasformata.
Da questo ambiente emerge un elemento arboreo ibrido che rompe la bidimensionalità dell’immagine e si estende nello spazio reale. Un ramo metallico sostiene una struttura organica composta da foglie realizzate a mano tramite taglio, cucitura e assemblaggio. Le foglie derivano da latte zigrinate di banda stagnata provenienti da imballaggi alimentari, recuperate e trasformate in forme vegetali.
Il gesto della cucitura introduce lentezza e cura, contrapponendosi alla natura seriale del materiale originario. Il metallo, portatore della propria memoria industriale, viene così riconvertito in elemento poetico. La mano, costruita attraverso la sovrapposizione di polistirolo, carta di giornale e colla, gesso e acrilico, testimonia un analogo processo di trasformazione della materia.
L’albero non rappresenta una natura integra o idealizzata, ma una possibile forma di sopravvivenza nata dalla frammentazione e dalla ricomposizione. Nella parte inferiore, segni scuri e gestuali evocano un terreno instabile e consumato, da cui la forma arborea sembra emergere come tentativo di risalita e rigenerazione.
L’opera si colloca così in uno spazio liminale in cui lo scarto diventa risorsa e la materia industriale si trasforma in organismo vivente. In questa condizione di metamorfosi, la natura si ricompone come presenza fragile e resistente, simbolo di perdita e rinascita.