Acrilico su pannello di compensato, tessere di ceramica e vetro, fogli di lamina colorati. (Venduto a privato).
E’ qui rappresentata una forte dicotomia visiva e tattile nel contrasto dei materiali per narrare la condizione umana, creando una profonda separazione. Secondo il pensiero di Blaise Pascal, l’uomo è definito come "una canna pensante, la più debole della natura, ma è una canna che pensa". L’opera incarna questa canna: strutturalmente debole, ma elevata dalla consapevolezza del proprio stato e può essere vista come una rappresentazione delle due principali risposte psicologiche alla vulnerabilità esistenziale. La Fragilità Implosiva (Mosaico) – fragilità silenziosa dall’interno: Meccanismo: Repressione e Difesa. L'individuo costruisce un’armatura (il mosaico rigido) per non mostrare le proprie crepe.
Condizione: La persona si sente frammentata internamente (i tasselli), ma esternamente la sua energia vitale (i fili rossi/gialli) è usata per mantenere la coesione, portando a tensione e dolore. La Fragilità Esplosiva (Lamine) – fragilità rumorosa, fonte di vitalità: Meccanismo: Espressione e Rilascio. L’individuo non riesce a contenere il proprio dolore o la propria identità. Condizione: La persona vive la sua vulnerabilità in modo caotico ed evidente. I pezzi dell'io (le scaglie) si disperdono. Tuttavia, le lamine sono sgargianti e riflettenti: questa fragilità, sebbene dolorosa, può diventare una fonte di energia creativa. L'essere umano è quindi un equilibrio instabile tra questi due stati.