L’opera si sviluppa attraverso una struttura che richiama una clessidra, articolata su tre piani. Nel piano superiore emerge il conflitto interiore, che trova finalmente riposo nell’istante in cui sopraggiunge il silenzio, enfatizzato dal mouth tape sulle labbra. Il gesto di tacere non rappresenta una costrizione, ma un abbandono al silenzio come spazio sospeso di trasformazione. Al centro, perno della clessidra, appare un viso geometrico dalle pupille d’ametista e la bocca aperta: è il volto dell’anima, che nel silenzio trova la propria voce. Due espressioni in contrapposizione quella in alto e al centro tra morte e vita, sospensione e rivelazione, dove il non detto diventa presenza. Nel piano inferiore, il bulbo di un fiore custodisce il potenziale latente dell’essere umano. Questo è rappresentato simbolicamente dai semi di girasole ed un esoscheletro di riccio di mare: elementi che richiamano la forza ancestrale nascosta nelle profondità dell’essere.