Year2026
MediumMixed Media Sculpture
Dimensions 65 × 30 × 7 cm
Price€2500 EUR
L’opera Luce fredda #1 si configura come una riflessione plastica sul concetto di limite nell’epoca della mediazione tecnologica. La superficie del dispositivo, resa materica e quasi organica attraverso un trattamento irregolare e vibrante, si oppone alla neutralità tipica dello schermo digitale, trasformandolo in un campo di tensione visiva e concettuale. Da questa superficie emergono delle mani, elemento iconico della corporeità e dell’azione umana, qui però private della loro piena libertà espressiva.
Le mani non sono semplicemente rappresentate: sono bloccate in una condizione limitante, sospese tra presenza e impedimento. Le sbarre che le attraversano, pur essendo formalmente integrate nella composizione, evocano una struttura carceraria simbolica, alludendo a una prigionia non imposta dall’esterno ma interiorizzata attraverso l’uso continuativo e pervasivo della tecnologia.
Il limite, in questa opera, non è concepito come una barriera netta e invalicabile, ma come una soglia ambigua: uno spazio di contatto che al tempo stesso separa. Lo schermo diventa così un diaframma che filtra l’esperienza, riducendo la possibilità di relazione diretta con il mondo fisico. La “luce fredda” del titolo rimanda alla qualità asettica e impersonale dell’illuminazione digitale, che rende visibile senza generare calore, senza attivare una reale partecipazione sensoriale.
In questo contesto, la mano assume una duplice valenza: da un lato rappresenta il desiderio di azione e di contatto, dall’altro testimonia la sua frustrazione. Il gesto è trattenuto, incompiuto, e proprio in questa sospensione si manifesta il limite contemporaneo: non più un confine esterno, ma una condizione interna, invisibile e normalizzata. L’opera invita quindi a interrogarsi sulla natura di questa nuova forma di costrizione, in cui il soggetto partecipa attivamente alla propria reclusione, trasformando uno strumento di connessione in un dispositivo di isolamento.