Minoranza si presenta come una struttura circolare composta da frammenti identici, ordinati in un equilibrio apparente. Al centro, un vuoto netto interrompe la continuità della forma: l’assenza di un elemento che non solo manca, ma che per forma e identità non potrebbe mai coincidere con gli altri. Il pezzo centrale, diverso per natura e sagoma, non è assimilabile al sistema che lo circonda.
L’opera riflette sulla condizione di chi, pur esistendo all’interno di una struttura collettiva, non trova corrispondenza, riconoscimento o spazio reale. Il puzzle, simbolo di integrazione e coesione, si trasforma in metafora di una comunità fondata sull’omologazione, incapace di accogliere ciò che devia dalla norma. Minoranza indaga il rapporto tra identità individuale e ordine sociale, tra appartenenza e isolamento, tra armonia formale e ferita invisibile. Il vuoto diventa così luogo di tensione e di resistenza silenziosa.