L’orizzonte squarciato da un improvviso bagliore, un grande prato, un fiore bianco in primo piano e una strada a forma di OM, la sacra sillaba sanscrita, che dal cielo giunge sulla terra: questo lo scenario vagamente mistico dell’opera.
In un fiore, nella sua semplicità e purezza, è racchiuso il segreto della vera Bellezza, finalmente svelata dal risveglio improvviso del Cielo nell’intimità dell’anima attraverso il riecheggiare del suono cosmico primordiale.
La scena rappresentata è un invito all’ascolto silenzioso della natura umana, della natura fisica e di quella divina.
Qui le forme sono frastagliate e indefinite; l’atmosfera è quella di un sogno in cui l’elemento onirico è rievocato dalla trasparenza di sfere vaganti qua e là nello spazio pittorico.
La frammentazione degli spazi è resa dalla superficie crespa dovuta alla lavorazione casuale dello stucco. I colori si sovrappongono parzialmente offrendo un effetto cromatico diluito.