L'opera rappresenta un'esplorazione speleologica. La tela é dominata da imponenti formazioni calcaree che incorniciano due scene, sulla destra troviamo un antro di roccia bianca e quasi inghiottito dall'immensitá della grotta, c'è uno speleologo sospeso su una corda al limitare di un piccolo laghetto, in primo piano quasi al centro e che divide le due scene si trova un'importante formazione calcarea, una colonna di "latte di monte", sulla sinistra un pavimento a nastri ci porta in un altro percorso verso l'oscurità.
Il quadro nasce dal racconto di uno speleologo (GSM di Malo, Vicenza) il quale durante un'esplorazione al culmine di un momento di sconforto sente un soffio d'aria che esce da un cumulo di massi, questo da l'imput per continuare la ricerca e il proseguimento della grotta.