"Prendersi il tempo" è una scultura che vive di contrasti poetici, unendo il calore della materia alla sacralità del silenzio.
Il fulcro visivo ed emotivo dell'opera è un panneggio in legno di larice, scolpito con linee fluide, che si appoggia delicatamente a un'asse verticale di legno antico. Questo accostamento crea un potente cortocircuito temporale: il "vecchio", segnato dal tempo, consumato e ricco di storia, accoglie il "nuovo", un larice vibrante, impreziosito e illuminato da dettagli dorati che catturano la luce. Il contrasto tra il vissuto dell'asse antica e la purezza della nuova scultura simboleggia il flusso della vita che scorre e si rinnova.
L'atto di appoggiare il panneggio all'asse assume un profondo valore simbolico ed esistenziale. L'abito, nella nostra quotidianità, rappresenta lo scudo con cui affrontiamo il mondo, i ruoli che interpretiamo, la frenesia e il peso delle convenzioni sociali.
L'opera si fa portavoce di un invito intimo e universale: "Fermati".
Abbandonare, anche solo per un istante, le proprie maschere e le proprie fatiche per riconnettersi con l'essere: dedicarsi al riposo, alla riflessione e all'ascolto interiore.