San Sebastiana fa parte del progetto editoriale inedito "Il buio non fa più paura", una ricerca autobiografica sul rapporto tra intimità, desiderio e consenso.
L’opera rielabora la figura di San Sebastiano in chiave contemporanea: il corpo, trafitto, diventa il luogo in cui si depositano le tracce di un contatto non rispettato. Le frecce non evocano eroismo, ma segnano ferite generate dall’incapacità di attendere il tempo dell’altro.
La postura chiusa della figura restituisce una tensione tra apertura e difesa, tra bisogno di relazione e necessità di protezione.
Nel libro il testo a fronte esplicita questa dinamica:
“Quindi quando mi avvicino tu sparisci?
Allora niente non ti tocco.
Magari con quello giusto.
Io non sono giusto.
Non resto ad aspettare che torni.”
San Sebastiana riflette sul consenso come spazio di tempo condiviso, in cui il rispetto dei ritmi individuali diventa condizione essenziale per l’incontro.