Nell’opera ho preferito usare quasi tutti oggetti da ferramenta, quali dadi, rondelle, pezzi di una sveglia e il telaio di un computer. Ho voluto usare questi oggetti per una caratteristica in comune: sono tutti arrugginiti. Per questo, si può subito pensare al significato immediato dell’opera; l’alluminio in superficie copre una parte di questi oggetti, dunque anche la loro parte rovinata, più deteriorata, ed è ciò che noi nascondiamo ogni giorno per sfuggire al giudizio della gente, dunque nascondiamo ciò che siamo, ma ciò che si intravede attraverso la coltre di perbenismo lo intuisce solo chi ha una certa sensibilità, chi rigurgita il classico pensiero benpensante da gregge.