Thalassa
80 × 80 cm
Thalassa emerge come una presenza sospesa tra visibile e invisibile, incarnazione del mare primordiale e della sua forza silenziosa. Il volto, immerso in una dimensione liquida e stratificata, affiora da un abisso che è insieme fisico e interiore. La figura non appartiene più al mondo umano: è trasformazione, passaggio, identità che si dissolve e si rigenera.
Elementi organici come coralli e forme marine si fondono con il corpo, suggerendo una simbiosi profonda con la natura. Le meduse, eteree e traslucide, attraversano lo spazio come presenze liminali. La superficie dell’acqua diventa soglia: distorce, protegge, separa.
Thalassa non racconta un mito, ma una condizione: quella di un’origine antica, potente e insondabile, che invita lo spettatore a confrontarsi con la profondità e con ciò che resta invisibile.