Italy, 1967
Daniela Bellofiore (Siracusa) è un’artista visiva autodidatta che lavora sulla trasformazione dei materiali di scarto come pratica critica. La sua ricerca attraversa collage, assemblaggi e processi di frammentazione, in cui taglio, stratificazione e ricomposizione diventano strumenti di analisi della percezione. Ha sviluppato tecniche originali come la Fotografia Volumizzata e le Volumetrie Pittoriche, che portano l’immagine nello spazio attraverso basi tridimensionali costruite con materiali poveri. Il suo lavoro indaga dislivelli, instabilità e criteri di misura, trattando la materia come dispositivo di verifica e ridefinizione dello sguardo.
