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luigiquarta
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Italy, 1960

Luigi Quarta, nasce nel 1960 a Monteroni di Lecce – LECCE – dove trascorrerà la sua prima infanzia. Alla fine degli anni ‘70, sebbene giovanissimo, si inserisce nel mondo del lavoro e nello stesso tempo porterà avanti la sua passione per la pittura nata già anni prima. Nel 1978 si stabilisce a Livorno, dove, anche a causa del fervente impulso pittorico che la città labronica offre, Quarta continua come autodidatta ad esplorare il proprio mondo artistico caratterizzato da veloci transiti tecnico/pittorici. Negli anni ’80, frequenta la “Libera Accademia d’Arte” di Livorno. Sarà la frequenza di quest’ultima il punto di riferimento dei primi passi pittorico/professionali e da dove comincerà le prime esposizioni per far conoscere le sue opere e poi proseguire ininterrottamente fino ad oggi. Resta chiaro dunque che l’arte della pittura non ha rappresentato per Quarta uno svago temporaneo bensì la risposta a una passione fattasi inestinguibile, l’accensione di un motore interiore che brucia. Ma solo l’ascolto di se stesso e non delle sirene gli ha consentito di arrivare alla piena maturità. Che Luigi Quarta sia figlio del suo tempo partendo dall’esordio negli anni ottanta, quando decide di esporre i propri dipinti, è ormai una constatazione consolidatasi in (oltre) vent’anni di creatività all’altezza di realizzare opere “nuove” per linguaggio. Attratto nel lungo cammino dalla ricchezza della natura e dalla singolarità di aspetti urbani, ne ha sempre carpito le bellezze non mettendole “in posa” ma rendendole amabili specchi del proprio innato dinamismo esecutivo. Ma a rivelarci quella che direi l’impulsività regolata di Quarta sono le sue numerose esposizioni tenutesi a Livorno e altrove, ancor più, a partire dal 2009, nelle sue nutritissime personali nelle quali è stato possibile notare opere innovative che rispetto al passato, pur evidenziando diversità di schemi di riferimento, ne mantengono la congruità artistica e altri pregi con diverso, ampio respiro. Suppongo la mutazione risponda piuttosto a determinate esperienze di vita vissuta o al particolare che la sua formazione, avviatasi e maturata nell’incombente postmoderno, al presente non possa ignorare i portati della globalizzazione cui anche l’arte pittorica non può sottrarsi e rispondere.