Italy, 1974
Mi chiamo Maudellari, sono un’artista d’arte contemporanea.
Ho passato trent’anni nel mondo della moda e del lusso come graphic e fashion designer. Un lavoro bellissimo, ma a un certo punto ho sentito che non bastava più. Avevo qualcosa dentro che premeva per uscire in modo diverso, qualcosa che non si poteva disegnare su carta o cucire su un abito. Così, circa cinque anni fa, sono tornato al mio primo amore: l’arte.
Uso la materia , perché sono materia. Mentre l’opera nasce d’istinto, mi ricreo con lei.
Lavoro con frammenti di pelle di scarto, pelle già vissuta, già usata, già scartata. La scelgo perché la pelle è il materiale più onesto che conosco. È l’organo più grande del corpo umano e non. Ci protegge. Dialoga in silenzio con chi ci sta vicino, persone, animali e piante. È materia viva. E noi ed il mondo che ci circonda siamo fatti di materia.
Quando raccolgo questi scarti e li trasformo in opera, non sto solo creando qualcosa di bello. Sto salvando un pezzo di un essere vivente dal destino dell’invisibilità. Non riesco ad accettare che qualcosa che è stato vivo venga buttato via come un oggetto senza valore. C’è un rispetto profondo in questo gesto verso l’animale, verso la natura, verso la memoria di ciò che è stato.
Ogni quadro è un pozzo unico che creo e viene dalla mia pelle, nel senso più letterale e più intimo. Le paure che ho vissuto, le emozioni che ho attraversato, le sensazioni che non riuscivo a spiegare a parole, tutto questo finisce nei frammenti che taglio e compongo, strato dopo strato, come una pelle nuova che cresce su qualcosa che esisteva già.

