Italy, 1954
Note critiche:
Roberto Oggiani nasce in Argentina nel 1954. Architetto di professione, vive e lavora in Valle d'Aosta. Affianca da sempre agli studi di architettura la passione per la pittura, a cui si è accostato sin da giovane. Affina le tecniche pittoriche in ambito figurativo sotto la guida di maestri quali il professor Rolando Robino di Aosta, il pittore torinese Renzo Rigotto (1910-1994), esperto di disegno, e il professor Gabriel Girardi (1938) di Torino. Negli anni settanta partecipa ad alcuni concorsi di pittura a Firenze e Viareggio, ottenendo consensi e apprezzamenti
Ha presentato i suoi lavori in una mostra personale realizzata ad Aosta nel 1993, dal titolo Viaggio nel colore, e più recentemente è stato protagonista dell'evento espositivo Figure e forme ospitato nello studio del grafico Pier Francesco Grizi, a Charvensod (Aosta) nel maggio 2015.
Dal 14 giugno al 15 settembre 2019 ha esposto Ie sue opere nella mostra Elogio della pittura dedicata ai pittori Roberto Oggiani e Gianni Pedotti presso la sala espositiva: Hotel des Etats di Aosta organizzata dall’Assessorato ai Beni culturali della Regione Autonoma Valle d’Aosta.
Dal 18 al 26 maggio 2024 assieme all’Ordine degli architetti di Arezzo ha organizzato una mostra presso “Villa Il Cicaleto” ad Arezzo nella quale è stata presentata la sua collezione di lavori ispirati alle opere più iconiche dei maestri del design dal titolo: “Viaggio nel Design – alla riscoperta dei maestri del ‘900” dove ha potuto esprimere le sue sensibilità di artista e di architetto. Nella circostanza si è tenuta una conferenza dal titolo: “Il tempo del design” tenuta dal Prof. Marco Mancini dell’università degli studi di Ferrara.
In occasione di quest’ultima mostra ha scritto di lui il prof. Arch. Marco Mancini PhD, docente di Design del Prodotto presso l’Università degli Studi di Ferrara – Dipartimento di Architettura:
“gli oggetti contemporanei che utilizziamo per le nostre vite sono destinati ad un uso sempre più veloce, frettoloso, con “date di scadenza” imposte dai produttori, i quali utilizzano tecniche di obsolescenza percettiva volte a sminuire il significato e il valore di tali oggetti, per una loro forzata sostituzione. In questo scenario, l’approccio di Oggiani si rivela fondamentale perché, leggendo l’oggetto come un soggetto pittorico, l’artista conferisce una dimensione ulteriore, culturale e storica, al prodotto di design, cristallizzandone il significato e re-iterando il ruolo di questi prodotti nella storia dell’uomo, storia inscindibile dai prodotti che l’uomo stesso utilizza. L’operazione di Oggiani si rivela molto interessante anche perché i prodotti da lui ritratti sono sempre contestualizzati, rivelando talora una porzione di pavimento, un angolo di scrivania, una superficie muraria. Il valore della rappresentazione del contesto, che rivela la formazione umanistica e architettonica dell’artista, è quello di mostrare l’oggetto non fine a sé stesso ma con una prerogativa più importante, cioè quella di dare vita e dare un ruolo specifico ad un ambiente progettato, caratteristica peculiare dei prodotti di design dei grandi maestri. Questi prodotti, nei dipinti di Roberto Oggiani, in sostanza rivelano la vita delle persone che li hanno utilizzati, li utilizzano e li utilizzeranno: passato presente e futuro coincidono nei “classici” - per le loro caratteristiche in cui l’aspetto funzionale è in totale simbiosi con quello estetico – artefatti generati dall’uomo nei quali riutilizzare significa ri-attualizzare e dunque ritualizzare”.
Sempre per la mostra di Arezzo a scritto di lui la dr.ssa Liletta Fornasari storica dell’arte, docente, giornalista La personale di Roberto Oggiani a Villa il Cicaleto a Sargiano celebra l'incontro tra architettura e pittura, esplorando le opere dei grandi maestri del design del XX secolo. Le tele miste dell'artista offrono una visione emozionale e suggestiva degli oggetti iconici che hanno segnato la storia del design, invitando i visitatori a riflettere sulla creatività e sull'immaginazione dei grandi designer.
“Le due passioni della vita, architettura e pittura, si affiancano nelle sue tele, che sono dedicate al design, offrendo al visitatore un viaggio alla riscoperta di grandi maestri del XX secolo, da Gio Ponti e Le Corbusier, da Ludwing Mies van der Rohe e la sua anticipatrice poltrona Barcelona a Vico Magistretti con la lampada Atollo del 1977. Grandi tele a tecnica mista interpretano tra realtà e visione alcuni celebri oggetti che hanno segnato la storia del nostro vivere quotidiano, creando una "sintesi" affascinante e capace di fare meditare sulla creatività dei grandi maestri e al contempo anche su quella di Oggiani. Partendo dalla riflessione che Oggiani in prima persona esprime a riguardo delle emozioni che le forme e i materiali dell’oggetto suscitano, le sue tele indagano proprio le pulsioni che hanno spinto i grandi designers ad "immaginare" oggetti nuovi, diventati icone e mai superati. Emozionale è la pittura di Oggiani, che è capace di comunicare la percezione di un sogno”.
Per la mostra personale al castello di Ussel a Chatillon in Valle d’Aosta svoltasi nell’estate 2025 ha scritto di lui l’architetto e dottore di ricerca in Storia dell’architettura e dell’urbanistica Laura Milan:
“La mostra “Viaggio nel Design - alla riscoperta dei maestri del ’900” di Roberto Oggiani è un esercizio di traduzione visiva: portare sulla tela le icone del design moderno, restituendo nuova vita attraverso il linguaggio pittorico. Architetto di professione e pittore per passione, Oggiani si muove su un terreno di confine, dove l’oggetto d’uso, concepito per la riproduzione industriale, viene invece ripensato come immagine artistica, carica di emozioni e suggestioni.
Nelle sue tele si ritrovano alcuni degli oggetti più celebri della storia del design: dalla chaise longue e il divano LC2 di Le Corbusier alla libreria Carlton di Ettore Sottsass, dalle lampade Tolomeo e Atollo fino alla Radio Cubo di Marco Zanuso e Richard Sapper. Oggetti iconici che hanno segnato il gusto del Novecento e che Oggiani propone come simboli “senza tempo”, capaci di parlare ancora oggi a chi li osserva.
Il design è quindi temporaneamente sottratto alla sua dimensione funzionale o consumistica per essere riportato in uno spazio contemplativo. L’atto di fissare su tela questi oggetti invita a coglierne la valenza artistica e non solo l’ingegno tecnico che ha saputo rendersi icona. La pittura, con i suoi colori e i suoi segni, amplifica la forza evocativa delle forme, trasformando sedie, lampade e divani in figure autonome, quasi personaggi che abitano la memoria collettiva.
Se da un lato questa trasposizione riduce la tridimensionalità e il rapporto con lo spazio per cui quegli oggetti erano stati pensati, dall’altro apre un terreno fertile: quello della rilettura personale e sensibile di un architetto che si interroga sul senso profondo del progetto e di una figura professionale, quella dell’architetto, che oggi chiede un ripensamento. Oggiani non si limita a celebrare i maestri del design, ma cerca di instaurare un dialogo con loro, come se attraverso il pennello potesse avvicinarsi a quel “mistero” creativo che rende ancora attuali le loro invenzioni.
La mostra è un percorso di omaggi, ma anche un viaggio interiore in cui il design è prodotto industriale e opera che suscita emozioni, toccando corde profonde grazie alla sua capacità di rimanere vivo nel tempo e generare interpretazioni nuove”.

