Italy, 1938
Secondo Pignatta Falegname per passione
"Aveva 12 anni quando Secondo Pignatta ha iniziato a fare il falegname ed ora che ne ha 87 è ancora lì a lavorare il legno. A restare giovane è rimasta intatta la voglia di creare e la fantasia con la quale realizza ancora oggetti piccoli e grandi sia di uso comune sia da esposizione. Entrando nella sua Bottega a Colle Umberto, strapiena di legni e di macchinari, ci si rende subito conto che non lavora per vendere ("anche se non disdegno il fatto che ci sia qualche acquirente per le mie opere") ma piuttosto per se stesso, per esprimersi, per dare vita alle proprie idee. Pur di non fare il contadino come suo padre Luigi, finite le elementari, nel 1950, Secondo è andato subito a lavorare presso una falegnameria di Capocavallo, quella di Antonio Balucca e poi a Perugia da Giombini. "Quando lui ha chiuso" racconta "mi sono messo in proprio con una botteghina in via della Sposa 63 e poi nel 1975 mi sono definitivamente trasferito a Colle Umberto". Nel 1999 gli è stata attribuita la Medaglia d'oro della Camera di Commercio per i suoi 50 anno di attività.
In un confuso accatastamento di oggetti in legno, tutti da scoprire perché sovrapposti l'uno all'altro, nella sua bottega si intravedono oggetti realizzati con grande manualità ma soprattutto con una sconfinata fantasia. A cominciare dalla testiera di un letto matrimoniale a forma di sole con la parte opposta, dalla parte dei piedi, a forma di mezzaluna. Accanto vi sono comodini uomo-donna, in quello da uomo vi è scolpita nello sportello una camicia, in quella da donna un reggipetto. Di fronte una statua che riproduce Marcantonio e Cleopatra davanti e dietro San Francesco e Santa Chiara. Ancora più curiosa la donna-bar: ha una gonna rossa, una camicia bianca e due scomparti, uno sopra e uno sotto per i bicchieri e le bottiglie. E ancora lumi, oggetti, cornici, orologi di vario tipo e dimensioni, mobili splendidi con intarsi, specchiere, comò fatti con i bancali quando durante il Covid non si poteva andare a comprare il legno, quadri e persino una poltrona a pozzetto tutta rivestita di una lamina dorata. Lavora volentieri l'ulivo, il mogano, il palissandro, l'ebano ma non disdegna nessun materiale. In questo periodo sta cambiando faccia ad una vecchia sedia di metallo ricoprendola interamente di un cordone di rafia. Nel sua lunga carriera di falegname Secondo ha lavorato molto anche per clienti prestigiosi: ad esempio la coppia Dalla Chiesa-Frizzi, per il Principe Borghese, per la Città della Domenica. Ammette che in fondo non gli interessa vendere perché non riesce a staccarsi volentieri dagli oggetti che produce: "Mi piace guardarli, averli intorno a me. Tempo fa avevo fatto una bellissima poltrona molto particolare, E' venuto a bottega un signore che se ne è innamorat e l'ha voluta a tutti i costi comprare. Ebbene, sono ancora dispiaciuto di averla venduta, ancora mi manca." (Anna Lia Sabelli Fioretti)


