Italy, 1984
Andrea Fronda nasce a Salerno nel 1984 e trascorre ad Amalfi l’infanzia e gli anni della formazione scolastica. Proveniente da studi classici e umanistici, manifesta fin da giovanissimo un forte interesse per le dimensioni più profonde dell’esperienza umana.
Si avvicina inizialmente alla pittura, dedicandosi con particolare attenzione al disegno anatomico; in seguito, l’esigenza di confrontarsi con il volume e la materia lo conduce naturalmente alla scultura.
I suoi interessi artistici e culturali lo portano a vivere esperienze formative tra Napoli, Roma, Parigi e Londra. A Roma perfeziona gli studi artistici presso la Rome University of Fine Arts, entrando in contatto con un ambiente creativo che influenzerà profondamente la sua ricerca. Parallelamente approfondisce gli studi umanistici, conseguendo la laurea in Lettere.
Nel corso degli anni realizza numerose opere per collezioni private e partecipa a esposizioni collettive in Italia e all’estero. Attualmente vive e lavora a Vietri sul Mare.
Nella sua produzione scultorea la figura umana occupa un ruolo centrale. Più che all’anatomia in senso descrittivo, il suo interesse è rivolto all’essere umano nella sua dimensione archetipica, alla possibilità di mettere in relazione passato e presente in un dialogo continuo.
La riflessione sulla memoria non si traduce in una nostalgia del classico o in un “ritorno all’ordine”, ma nella ricerca di permanenze simboliche, frammenti e archetipi dell’antichità ancora presenti nella società contemporanea.
Negli ultimi anni il rapporto con il mondo classico si è progressivamente espresso attraverso l’utilizzo della parola scritta e del testo come forma plastica. Frammenti di quotidiani, ritagli cartacei e materiali effimeri vengono decostruiti e ricomposti fino a trasformarsi in corpo scultoreo.
Carta, resina e materiali compositi costituiscono elementi centrali della sua ricerca. In particolare, l’utilizzo della carta di giornale nei lavori più recenti richiama l’idea di un reperto archeologico del presente: tracce di una contemporaneità fragile e destinata a sedimentarsi nella memoria del tempo.
La sua ricerca si sviluppa anche attraverso un forte rapporto con la dimensione spaziale e monumentale della scultura. Anche nelle opere di piccolo formato emerge il desiderio di occupare lo spazio, fisico e mentale, come luogo di presenza, memoria e tensione psicologica.
