Italy, 1969
Andrea M. Brunelli ha origini toscane,
Da sempre interessato all’arte in tutte le sue varie forme, compresa la musica, ha avuto, fin dall’adolescenza, una predilezione, per i testi e la musica di Bob Dylan, il grande cantautore americano, insignito nel 2016 del premio Nobel per la Letteratura, di cui ha seguito l’ultradecennale produzione ed evoluzione artistica, tanto da esserne ispirato nell’ideazione e creazione di un progetto artistico che ha come fine, quello di declinare un linguaggio e dare forma ad una poetica che tratta i più svariati ambiti della vita, dai temi della religione e della fede, della sfera intimistica, della giustizia, dell’impegno sociale e così via.
Hanno preso così forma delle creazioni in ferro e ghisa, ciascuna delle quali è una sorta di tappa di un viaggio a ritroso nel tempo, di un cammino controcorrente nel solco della tradizione, alla volta della ricerca e della rivendicazione di principi e valori che sono insiti nella nostra cultura, civiltà ed identità.
Ovviamente, è un percorso che non ha velleità di imporre certezze e verità inossidabili, ma piuttosto di proporre una visione, una prospettiva, un punto di vista, una interpretazione al fine di insinuare il sano dubbio e fornire la possibile risposta tramite la riproposizione di valori che sono sedimentati negli strati del tempo e che, per parafrasare Dylan, scorrono nelle vene e soffiano nel vento.
Alla luce di quanto detto, la realtà trattata non è quella patinata, quella perfetta delle immagini da cartolina, bensì quella travagliata, imperfetta e tormentata della quotidianità con i suoi dolori, le sue tragedie, ingiustizie e sofferenze.
Conseguente e non casuale, quindi, è stata anche la scelta di usare il ferro e la ghisa, due materiali obsoleti, pesanti, non raffinati, in controtendenza con i tempi odierni che prediligono materiali che infondano una parvenza di perfezione ed un aspetto sempre più pulito e leggero.
Queste opere, al contrario, rivendicano un’immagine rude, ruvida, non artefatta, vogliono mostrare le rughe del tempo, i segni ed i graffi della carta vetrata, ma al tempo stesso, nonostante la loro aspra durezza, hanno il coraggio di assumersi il compito di trasmettere e condurre, non è un caso che siano lampade, il riverbero di un messaggio di speranza poiché, comunque, sebbene tutte le tribolazioni e le brutture, l’esperienza insegna che esiste sempre una possibilità che la luce della riscossa, del riscatto e della redenzione possa illuminare ogni esistenza.



