Italy, 1996
Giulia Carabba (Chieti, 1996) si forma tra il Liceo Artistico di Pescara e l'Accademia di Belle Arti di Firenze, dove si laurea con lode in Pittura. Sotto la guida del professor Paolo Ramotto sviluppa una forte impronta simbolista, inserendo nelle sue opere elementi della natura tratti dal Dizionario dei simboli di Ronchetti (1922) per raccontare emozioni e memorie. In questi anni arrivano i primi successi, come la partecipazione alla Biennale dei ragazzi a Venezia (2014) e la vittoria del concorso europeo del Movimento per la Vita (2015), che la porta al Parlamento Europeo di Strasburgo.
Successivamente si specializza con lode all'Accademia Albertina di Torino, città che ne influenza l'apertura verso l'esoterismo, il surrealismo e la metafisica di maestri come Dalí, Kahlo e De Chirico. Qui, stimolata dal professor Giuseppe Leonardi, passa a tele di grandi dimensioni (222x150 cm) dove i corpi dialogano con paesaggi complessi. Co-fondatrice dell’associazione PassepArt-out, Giulia unisce presto l'indagine simbolica a una profonda urgenza sociale: con il progetto e la tesi magistrale “D(e)isabili” (2022), eleva le persone affette da malattie genetiche e problematiche congenite al rango di vere e proprie divinità.
Tra il 2023 e il 2025 la sua attività espositiva si intensifica: tiene le personali "Pulchritudo Tenebris" a Torino e allo "Spoltore Ensemble" (con una serie sul nanismo), partecipa alla "Vernissage Milano Art & Fashion Week" e vince il primo premio al concorso "San Panfilo Vescovo" con l'opera La Vittoria. Da sempre legata alle sue radici, ha inoltre esposto a Chieti in due mostre collettive con l'associazione Teate Nostra.
Oggi vive e lavora a Chieti, dove prosegue la sua ricerca tra pittura a olio, arte digitale e insegnamento privato, esplorando la bellezza sospesa tra sogno e realtà.
