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Italy, 1957

BIOGRAFIA Lilia Tartari, definita dalla critica “la pittrice dell’anima”, molto attiva in esposizioni in Italia e all’estero. L’artista anima le sue opere attraversando immagini iconiche e inusuali che si muovono tra pop art e simbolismo concettuale, creando un universo visivo che esplora i lati nascosti dell’animo umano e li svela. Lilia Tartari nasce a Bologna il 19 marzo 1957, dove vive e lavora. Fin da giovane manifesta una forte inclinazione per l’arte figurativa e per l’indagine psicologica della forma. La sua formazione artistica si approfondisce, all’inizio, attraverso l’esperienza presso la “Scuola Libera del Nudo” dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove si dedica alla copia dal vero del modello umano. Spinta dai suoi insegnanti, prosegue il percorso accademico conseguendo nel 2005 la Laurea in Pittura, con il massimo dei voti, presentando una tesi dal titolo “Figura e figurazione nella Pop Art italiana. Nel linguaggio pittorico di Tartari convivono due anime: da un lato l’eredità della Pop Art, con il suo linguaggio diretto, iconico e colorato; dall’altro, una profonda tensione introspettiva e psicologica che la conduce a esplorare l’inconscio e i sentimenti nascosti dell’essere umano. L’artista si muove sul confine tra figurazione e simbologia, utilizzando il volto come strumento di indagine emotiva. Il suo lavoro si concentra sull’ombra come metafora del lato oscuro e autentico della psiche: l’Ombra junghiana che ciascuno porta con sé e che, attraverso l’arte, può essere accolta e trasformata. Nei suoi dipinti, la frammentazione del volto, la tensione dei colori e l’ibridazione tra pittura e linguaggio fumettistico diventano veicoli di una riflessione profonda sull’identità e sulla consapevolezza. La poetica di Lilia Tartari esplora la dialettica tra apparenza e verità, maschera e introspezione, luce e dubbio. Ogni opera è un viaggio visivo e psicologico che invita lo spettatore a confrontarsi con la propria interiorità, con le zone d’ombra e con la complessità emotiva dell’esistenza. La sua arte, sospesa tra psicologia e colore, consapevolezza e bellezza, si propone come una forma di indagine sull’essere umano e sulla sua ombra, offrendo allo spettatore uno specchio in cui riconoscere la propria complessità emotiva. Nel corso della sua carriera ha esposto in numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero, ricevendo importanti riconoscimenti: premiata al premio Psychè 2024, finalista alla Fondazione Modigliani – Premio Modigliani 2024, finalista alla Biennale Chianciano 2024. Nel 2024 tra le partecipazioni più rilevanti si ricordano ArtePadova, Contemporanea 2024 – International Art Exhibition Venezia evento in occasione della Biennale 2024. Nel 2025 oltre a diverse collettive in Italia, partecipa Art and Loud Bologna in Art City Bologna, alla Parallax Fair di Londra e alla Fiera 3F del Principato di Monaco Per la selezione alla Biennale di Chianciano 2026, Lilia Tartari presenta l’opera “Trappole” Opera olio su tela del 2025 cm 80x80 Una gabbia mentale è una metafora per descrivere un insieme di convinzioni, schemi di pensiero e abitudini limitanti che intrappolano la mente, impedendoci di vedere alternative, agire liberamente e realizzare il nostro potenziale, facendoci sentire frustrati, bloccati, spesso senza accorgercene perché si formano inconsapevolmente nel tempo. La mente può mentire, le credenze sono autodistruttive. Sottraggono energie al nostro quotidiano, fanno fallire relazioni. Sono ombra. Queste "sbarre" possono essere legate a paure, aspettative sociali, perfezionismo o traumi passati, trasformando pensieri valutati come corretti dal proprio io imprigionato, in cicli ripetuti che ci impediscono di cambiare e crescere senza riuscire a esserne consapevoli. Titolo “Trappole” Olio su tela cm 80x80 Lilia Tartari