Italy, 1980
Sono un artista che vive e lavora a Sondrio, immerso in un contesto territoriale che, inevitabilmente, influenza il mio sguardo. La mia ricerca non nasce da un progetto accademico predefinito, ma da un’urgenza fisica: il bisogno di dialogare con la materia, di interrogarla e, a volte, di sfidarla.
Il mio percorso artistico si è evoluto negli anni verso un'astrazione informale sempre più pura. Non cerco di riprodurre la realtà che vedo, ma di far emergere quella che sento, trasformando la tela in uno spazio di indagine dove il gesto diventa protagonista assoluto.
Nelle mie opere, il colore non è mai solo un pigmento, ma un corpo fisico da plasmare. Spesso lavoro per asportazione. Incido la materia ancora fresca con tratti rapidi e decisi, creando quelli che chiamo "graffi". È un atto di scavo interiore: rimuovo strati per rivelare ciò che sta sotto, lasciando che la luce rimbalzi sui solchi.
Quando sono davanti alla tavola o alla tela, cerco di escludere la razionalità. Le mie opere sono il risultato di un'energia immediata che non ammette ripensamenti.
Portare la mia arte fuori dai confini della Valtellina è stata una sfida che mi ha regalato grandi soddisfazioni. Dalle selezioni per il Luxembourg Art Prize alla partecipazione alla Biennale di Chianciano 2022 e alle esposizioni a Barcellona, ogni tappa ha aggiunto un tassello alla mia consapevolezza artistica.
Tuttavia, il legame con la mia terra resta fondamentale. Partecipare alla Biennale di Sondrio o esporre in luoghi storici come Chiavenna.
"Non dipingo per descrivere, ma per liberare. Ogni solco sulla tela è una cicatrice che diventa luce, un silenzio che finalmente trova voce."



