Italy, 1974
Sandra Valdevilt Lo sperimentalismo è la cifra disnva del lavoro di Sandra Valdevilt, arsta torinese che ha fao della ricerca e del rinnovamento connuo il fulcro del proprio percorso espressivo. La sua piura nasce da un impulso vitale, da una curiosità costante verso il nuovo e dall’esigenza di tradurre in immagini la complessità delle emozioni e dei pensieri. Ogni opera rappresenta una tappa di un percorso aperto, un esercizio di libertà creava che si rinnova di volta in volta, senza mai irrigidirsi in un linguaggio de!nivo.La poeca di Valdevilt si radica in un territorio !sico e a"e#vo preciso: tra la collina torinese e le atmosfere del Lago Maggiore, luoghi che hanno contribuito a formare il suo sguardo, sospeso tra memoria, natura e cultura. L’arsta, dopo una formazione in Sociologia e un periodo di a#vità professionale nell’impresa di famiglia, sceglie di dedicarsi interamente alla piura, a"rontando con rigore e sensibilità il proprio apprendistato tecnico e poeco.Il suo processo creavo è rapido e isnvo, ma sostenuto da una struura profonda. La preparazione del supporto avviene con cura argianale: più passaggi di paste materiche induriscono le tele !no a renderle simili a tavole, su cui il gesto piorico, una volta liberato, trova misura e precisione. In questo equilibrio tra impeto e controllo, il colore diventa protagonista assoluto: sostanza e pensiero insieme, capace di dare forma alle intuizioni e di ampli!care la forza del racconto visivo.I sogge# di Valdevilt araversano la memoria individuale e colle#va: !gure femminili, ambien domesci, richiami al fumeo o alla !aba diventano luoghi simbolici in cui ria)ora l’immaginazione infanle, intesa come spazio di libertà e di emozione autenca.La sua opera si pone come tesmonianza di una !gurazione consapevole e contemporanea, capace di coniugare leggerezza e profondità, racconto e ri*essione. Il risultato è un universo visivo coerente e riconoscibile, dove la materia piorica diventa strumento per interrogare la memoria, evocare la bellezza e ria"ermare la forza vitale dell’immaginazione
