il giglio

Ermanno Poletti

Year2022

MediumMixed Media on Board

Dimensions 155 × 250 cm

Price€5.000 EUR

L’opera presentata affronta il tema della guerra attraverso un’immagine diretta e cruda, che trasforma lo spazio domestico in una scena di violenza rituale. L’animale macellato, sospeso e aperto come in un mattatoio industriale, diventa metafora della condizione umana ridotta a pura carne, vittima inerme della brutalità bellica. La ripetizione ossessiva dei gigli scuri sulla parete annulla la valenza originaria del motivo che da elemento decorativo, simbolo di nobiltà e purezza, diviene qui una sinistra presenza serializzata, trasformata in un’eco fredda, impersonale, quasi burocratica del male. Sul pavimento, un giglio bianco segnato da cinque gocce di sangue rappresenta l’innocenza sacrificata: non solo eco di una purezza violata, attraverso l’irruzione negli spazi intimi della vita domestica, ma richiamo diretto alle cinque piaghe di Cristo (mani, piedi e costato) simbolo per eccellenza del sacrificio innocente. In questo dettaglio, il fiore diventa immagine delle vittime civili e dei martiri di ogni tempo, corpi che subiscono la violenza senza averla scelta, travolti da una guerra che colpisce sempre prima di tutto chi è più fragile. Le gocce di sangue sono dunque segni di una passione collettiva, cicatrici che trasformano la bellezza in testimonianza. L'opera induce lo spettatore a riflettere sulla banalità del male, sul modo in cui la violenza può diventare parte del quotidiano, penetrando gli ambienti che dovrebbero essere rifugi sicuri. La stanza, apparentemente ordinaria è trasformata in un teatro di violenza silenziosa, dove il ciclo della vita e della morte viene banalizzato e assimilato in un contesto di apparente normalità. Non casuale è anche la tecnica adottata: il graffito, in questo caso composto da più strati di intonaco colorato attraverso l’uso di terre naturali, sovrapposti l’uno sull’altro dal più scuro al più chiaro e successivamente incisi fino a far emergere il soggetto descritto.